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CASTELLO DI LINDERHOF E ABBAZIA DI ETTAL

CON INNSBRUCK

Data: Dal 11 al 12 dicembre 2021
Durata: 2 Giorni - 1 Notte
Cod: Castello di Linderhof



295,00 euro

Quota iscriz. adulto: 20,00 €
Quota iscriz. bambino: 20,00 €

PROGRAMMA

1° giorno: verso INNSBRUCK
Partenza dai luoghi di ritrovo e agli orario previsti in direzione di Verona, Trento e Bolzano. Arrivo in tarda mattinata a Innsbruck . Tra le cose più interessanti da vedere nel centro storico vi ricordiamo Maria-Theresien-Strasse, Herzog-Friederich-Strasse, il Goldenes Dachl (tettuccio d’oro), il Dom St. Jakob, la Hofgasse, la Hofburg...Pranzo libero in corso d'escursione e tempo a disposizione. Trasferimento in hotel per la cena ed il pernottamento. 

2°giorno: CASTELLO DI LINDERHOF - OBERANERGAU - ABBAZIA DI ETTAL
Prima colazione in hotel e partenza per la scoperta delle bellezze culturali della vicina Baviera. Visita ad uno dei castelli di Ludwig, il Castello di Linderhof (ingresso incluso). A seguire visita della vicina Oberammergau, una delle attrazioni - cartolina della Baviera che deve la sua fama alle case affrescate, ai suoi intagliatori, alla rappresentazione della Passione di Cristo. Trasferimento nel piccolo paesino di Ettal, a pochi chilometri di distanza, per la visita libera della bellissima Abbazia, un monastero gestito ancora da monaco benedettini, sede di un liceo e di diverse attività produttive, tra cui una fabbrica di birra e una distilleria. Pranzo libero in corso d'escursione. Cena e pernottamento in hotel.
 
3°giorno: VIPITENO
Prima colazione in hotel e partenza per Vipiteno. Arrivo al capoluogo dell'Alta Val Isarco, situata a quasi 1000 metri sul livello del mare, e si trasforma in un'autentica fiaba. Pranzo libero. Partenza nel primo pomeriggio per il viaggio di rientro con soste lungo il percorso ed arrivo in serata a destinazione.
 
 
CURIOSITA'

La storia del castello di Linderhof - il nome deriva da un possente tiglio, Linde in tedesco, che da secoli si trova nel parco - risale al Quattrocento, periodo in cui si segnala la presenza nella vallata del Graswang, nel sud della Baviera e quasi al confine con l'Austria, di un podere di proprietà della vicina abbazia benedettina di Ettal. Re Massimiliano II lo trasformò nell'Ottocento in un padiglione di caccia e nel 1869 il figlio Ludwig II acquistò il terreno circostante con l'intenzione di costruire una "villa reale".

Il progetto di Ludwig non prevedeva la realizzazione di un palazzo sontuoso e di rappresentanza ma bensì di un rifugio per se stesso ispirato al Petit Trianon di Versailles, a sua volta rifugio e luogo destinato agli svaghi e divertimenti della Regina Maria Antonietta. Approvati i progetti dell'architetto Georg Dollmann, che in seguito costruirà anche Herrenchiemsee, iniziarono subito i lavori che terminarono nel 1879.Nel 1880 prese vita il meraviglioso giardino che fa da cornice al piccolo castello con le sue perfette geometrie, le fontane, le sontuose statue e due padiglioni di gusto orientale, acquistati dal re all'Esposizione Universale di Parigi nel 1867 e nel 1878: il chiosco moresco (Maurischer Kiosk) con il suggestivo trono dei pavoni dove Ludwig leggeva e sorseggiava il tè e la casa marocchina (Marokkanisches Haus) che è stata riacquistata e riportata nel parco nel 1998, dopo essere stata venduta dal governo bavarese alla morte del sovrano nel 1886.

Le sorprese non sono finite. Nella grotta di Venere (Venusgrotte), ispirata alla Grotta Azzurra di Capri, Ludwig amava passare intere ore a sognare e riflettere facendosi cullare dall'acqua all'interno di una piccola barca a forma di conchiglia che tuttora si può ammirare. Lo spettacolo di luci, alimentato dalla prima centrale elettrica del mondo (1878), rende questo luogo magico. Qui viene rievocata una scena del Tannhäuser di Richard Wagner, il compositore prediletto del sovrano, mentre nella capanna di Hunding (Hundinghütte), all'estremità del parco, è ricostruito il set del primo atto della Valchiria.

All'interno del castello, già a partire dalla sala delle udienze - da notare le decorazioni dorate, l'imponente scrivania e le stuccature del soffitto che rappresentano emblemi della guerra, della pace, della musica e della pittura - si capisce che, malgrado la volontà di Ludwig di mantenere a Linderhof un'atmosfera intima e privata, non manca certo quella monumentalità e ricchezza, in alcuni casi forse eccessiva, tipica di quel gusto rococò che tanto piaceva al sovrano.

 

Per ulteriori informazioni e luoghi partenza telefonare al n.ro 388 7258906.
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