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IL LAGO DI RESIA E GLORENZA: MERAVIGLIE DELL'ALTA VAL VENOSTA

Data: 31 marzo 2019
Durata: 1 Giorno
Cod: Resia e Glorenza


PROGRAMMA

Partenza di buon mattino dai luoghi e punti di ritrovo previsti in direzione di Trento - Bolzano. Arrivo a Resia in Val Venosta, incontro con la guida: il Lago di Resia, davanti alla maestose montagne della Vallelunga ha un campanile che emerge dall’acqua rendendo il luogo fiabesco e affascinante. La storia legata a questa immagine da cartolina, purtroppo, è meno idialliaca. Il lago di Resia è il più grande dell’Alto Adige nel comune di Curon e il campanile sommerso rimanda a un triste ricordo. Qui un tempo, infatti, si trovavano tre laghi naturali. Oltre quello di Resia c’erano il Curon e il San Valentino alla Muta. Nel 1950, essi vennero unificati con la costruzione di una diga. L'opera provocò la completa sommersione dell’antico centro abitato di Curon, che venne trasferito altrove. Breve tempo a disposizione per il pranzo libero.
Al primo pomeriggio trasferimento a Glorenza: Glorenza, situata a 907 m.s.l.m., si caratterizza per le mura medievali, perfettamente conservate,  ed è la città più piccola dell’Alto Adige. Infatti tra la popolazione del luogo sentirete il detto: “La nostra città è talmente piccola che dobbiamo andare a messa fuori dalle mura”.Glorenza, che fa parte dell’associazione “I borghi più belli d’Italia”, si trova al centro della val Venosta, sovrastata dal colle di Tarces, noto sito archeologico. Nei suoi dintorni, verso ovest, troverete Tubre in val Monastero, vicina al confine con la Svizzera, mentre verso nord, incontrerete prima Malles, poi il lago di Resia e l’omonimo passo. Durante l’epoca romana Glorenza fu un’importante crocevia sia per la Via Claudia Augusta che per l’antica via commerciale verso la Svizzera. La prima citazione del borgo risale al 1163 e viene usato il nome “Glurnis”, che significa “ontaneto” o “noccioleto”. In una lettera di concessione del duca Ottone, datata 30 aprile 1304, Glorenza viene nominata come città.Nel 1332 la città assume un tale rilievo commerciale, che nella vallata viene imposta nella pesatura delle merci, la “misura di Glorenza”. Il borgo detiene anche il monopolio del commercio del sale, che proviene da Hall in Tirolo. Il 22 maggio 1499, durante la battaglia di Calven, la città fu distrutta dalle truppe elvetiche e si narra che l’imperatore Massimiliano I pianse sulle rovine. La cittadina attuale risale alla ricostruzione commissionata dal sovrano e portata avanti da Ferdinando I d’Asburgo. Il progetto dell’architetto militare Jörg Kölderer, che prevedeva un cammino di ronda con 350 feritoie, sette torri con le cuspidi e tre porte, fu completato nel 1580. Tra la seconda metà del XIX secolo e gli inizi del XX, inizia il periodo di decadenza della città. Il 16 giugno 1855 le acque del lago della Muta s’infrangono contro le mura. In seguito inizia una fase di crisi commerciale e nel 1930 viene trasferito il tribunale, ospitato nel borgo dal 1223. Oggi la città è tornata a rivivere grazie al turismo. Questa pittoresca cittadina medievale, abbracciata da mura possenti, che la proteggono e allo stesso tempo creano un’atmosfera suggestiva, ha un organizzazione urbanistica tipica del medioevo, anche se lo stile architettonico della maggior parte degli edifici è del XVI secolo. Nel centro storico di Glorenza, l’unico con dei portici in tutta la val Venosta, troverete numerose dimore di grande valore artistico, arricchite dai tipici Erker, e decorate con affreschi. L'attuale municipio venne realizzato tra il 1573 e il 1591. Nel 1604 fu utilizzato come residenza nobiliare. La torre Flurin, ubicata al n°2 dei portici, dal 1499 al 1931 fu sede del tribunale. Dal 1825 al 1931 ospitò anche il carcere. La Porta di Tubre, realizzata inizialmente come abitazione, dopo la costruzione delle nuove mura fu utilizzata come porta d'entrata della città. La torre Kolben, inserita nei registri feudali del 1330, appartenne a  famiglie nobili fino al 1793, quando divenne proprietà del  mugnaio della città. La chiesa dell’Ospedale, dedicata alla Madonna, fu eretta tra il 1665 e il 1669, sulle ceneri della chiesa dello Spirito Santo annessa all’ospedale. La chiesa parrocchiale di San Pancrazio si trova fuori le mura della città. Come testimonia la presenza del campanile, rinnovato nel 1664 con l’aggiunta della cupola barocca a cipolla, la chiesa risale al periodo romanico. La chiesa di San Giacomo al Maso Söles è una costruzione tardogotica, edificata tra il 1570 e il 1580, che si trova fuori le mura, incastonata tra i campi coltivati. Partenza per il viaggio di rientro con soste  lungo il percorso ed arrivo in serata a destinazione

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